La Mole Antonelliana — TorinoLa pietra di Luserna nel Mondo

L’architettura più famosa in cui compare la Pietra di Luserna è senza dubbio la Mole Antonelliana. Se nel simbolo cittadino l’attore principale è il mattone, spesso impiegato alla stregua di un materiale moderno, d’altra parte la Pietra di Luserna è un comprimario importante. Alessandro Antonelli la usa non solo per il rivestimento della grande cupola e della cuspide, ma anche nelle scalinate, oppure affogata nella muratura per legare i corsi di mattoni e dare maggiore solidità alla struttura. Prima del crollo della guglia originaria nel 1953, compariva al suo interno anche una vertiginosa doppia scala elicoidale a sbalzo in lastre in Pietra di Luserna.

La ripresa negli Anni '60La pietra di Luserna

All’inizio del Novecento le tecniche e i materiali tradizionali vengono sempre più spesso abbandonati a favore di sistemi costruttivi industrializzati e di nuovi materiali artificiali più pratici ed economici e ciò vale anche per la Pietra di Luserna: alla pesantezza della pietra, si preferiscono la leggerezza e trasparenza di vetro, acciaio e calcestruzzo armato; allo spacco naturale, la superficie lucidata di marmi e graniti.

La ripresa della Pietra negli Anni ’60 fu possibile con l’immissione sul mercato di lastrame a spacco naturale di forma irregolare (“mosaico”), con conseguente incremento del recupero in cava, e poi con la segagione dei blocchi, che rese possibile lo sfruttamento delle bancate più massicce, fino ad allora  pressoché inutilizzate (Sandrone et al., 1989),  e consentì trattamenti delle superfici (lucidatura, fiammatura) e lavorazioni (tornitura) inusuali per un materiale universalmente noto solo per la sua idoneità allo spacco naturale. Si ebbe così la riqualificazione della Pietra sul piano dell’immagine.

Dalle lòse al taglio all'acquaDue grandi Architetti

In campo architettonico questa “rinascita” è coincisa con le opere realizzate dagli architetti Gabetti e Isola (Olmo, 1993), che hanno realizzato con la Luserna un vero e proprio ciclo architettonico centrato sui temi più diversi: dall’edilizia pubblica a quella privata, dalla piccola azienda all’arredo urbano. Oggi il mercato di questo materiale è mondiale (Europa, Americhe e Australia sono le principali destinazioni d’uso), con possibilità di lavorazioni un tempo impensabili (Sandrone et al., 1999): le coste delle lastre segate possono essere rifinite con i profili classici levigati, lucidati, fiammati e bocciardati; le lastre possono essere forate o intagliate. È inoltre possibile tracciare profili curvi nel piano, così come praticare scritture e incisioni. I masselli sono diventati suscettibili di tornitura cilindrica, conica, sferica e, infine, grazie a moderne macchine a fili diamantati, è diventato persino possibile tracciare profili curvi nello spazio. Ai tradizionali e rinnovati lavorati per il settore delle costruzioni (“lòse” per coperture, blocchetti per murature, opus incertum e cubetti simili al porfido per pavimentazioni, edilizia funeraria, ecc.) si sono così aggiunti prodotti come tavoli e panche per giardino, top per cucine e bagni. Attualmente sono anche utilizzate lastre macchiate da solfuri o contenenti filoni aplitici, valorizzate con la posa in opera a libro o a macchia aperta. I blocchi scartati sono invece impiegati nella costruzione di “scogliere” e per lavori di contenimento del terreno. Nell’ultimo quarto di secolo, infine, la Pietra  ha attirato anche l’attenzione di artisti, che ne hanno fatto uso nelle loro opere (Eccher, 1995; Long, 1997).